Home

QUADERNI CARD n°9

freccetta

PREFAZIONE

freccetta PRESENTAZIONE freccetta INFO ACQUISTO

Quaderni CARD

IL DISTRETTO COME PRODUTTORE DI SALUTE
Esperienze a confronto: strategie per garantire i percorsi assistenziali e contrastare le diseguaglianze
n°9

COPIE ESAURITE

PREFAZIONE
Gavino Maciocco

PRESENTAZIONE
Rosario Mete


I° SESSIONE
"Il rischio di non capire oggi: le disuguaglianze nelle scelte di salute, i determinanti e i loro effetti"
Carducci A, Calamusa


Le reti sociali tra gli anziani e le disuguaglianze nell'accesso ai servizi territoriali
de Belvis AG, Avolio M, Biasco A, Carletti M, Ricciardi W


Cronicità e disuguaglianze di salute: spunti per riconfigurare l'assistenza in base alle determinanti sociosanitarie presenti in Regione Toscana
Barsanti S, Tedeschi P, Nuti S


Quale mix di servizi territoriali per aumentare l'efficacia e l'equità in Sanità?
Longo F

II° SESSIONE
L'equità nella salute in tutte le politiche
Costa G, Matricoti F, Gelormino E

Federalismo e riforme. Garantire l'equità. Gli aspetti sociosanitari ed assistenziali
De Filippo V

Sistemi di Assistenza Primaria, equità, diritti dei cittadini
Inglese S, Trimarchi A

Promuovere stili di vita sani e contribuire a prevenire le disuguaglianze; come condividere progettualità, costruire sinergie, utilizzare al meglio le risorse disponibili nel distretto. L'esperienza del laboratorio fiorentino
Peracca L, Poli R

La centralità del territorio nella esperienza dell'ASL
Lagonegro Marra M

Diseguaglianze socioeconomiche nell’assistenza sanitaria: un profilo epidemiologico
Enrico Materia

Squilibri assistenziali nelle Regioni italiane
Walter Ricciardi

Il Punto Unico di Accesso a garanzia dei Livelli essenziali di assistenza sociosanitaria
Bellentani M, Guglielmi E

Indagine policentrica di prevalenza sulle comorbilità tra gli utenti dei servizi per le dipendenze patologiche: un indicatore di disuguaglianze
Camboa P, Guido M, De Fino M, Borgia O, Nuccio M, Cataldini R, Camboa ML, Stefanucci F

III° SESSIONE
Profilo internazionale delle Cure Primarie
Maciocco G

Aspetti culturali, metodi e strumenti per la continuità di cura e assistenza
Becchi MA, Camboa PL

Territorio anello cardine nella continuità assistenziale per il paziente oncologico
Tozzi V

Progetto di prevenzione primaria del T2DM (PRAETER) nella città di Terni
Cicioni G, De Feo P, Venturi S, Marchionna G

ASSO: Valore aggiunto della comunicazione e ruolo della partnerschip per guadagnare salute
Pirone A

Progetto Raffaello - Disease and Care Management in prevenzione delle patologie cardio-vascolari. Follow-up della sperimentazione nella Regione Marche e Abruzzo
Deales A, Gentili G, Fratini M, Balzani P, Nespeca MT, Beccaceci G, Borgia R, Scoccia L, Penco M, De Santis R, Musilli A, Di Stanislao F, Belligoni M

"Gli immigrati e l'accessibilità dei servizi socio-sanitari nella Provincia di Chieti. L'integrazione possibile."
Sisto MR, Renzi F, Bellafante V

Un esempio di realizzazione di una presa in carico globale dei pazienti disabili, utilizzando un modello biopsicosociale
Ferraresi M, Giannini R

Sanità di iniziativa, contrasto della cronicità: il progetto della Regione Toscana
Leto A, Dei S

IV° SESSIONE
Le disuguaglianze in ambito materno infantile e gli interventi di dimostrata efficacia per ridurle
Gray R, Fantini MP, Dallolio

"Annulliamo la distanza": una esperienza di cooperazione per ridurre le diseguaglianze in tema di salute infantile
Riboldi F

Il contenimento delle disuguaglianze in ambito materno infantile: l’esperienza della Regione Emilia Romagna
Borsari S, Castelli E, Nicoli E, Lupi C

Salute senza esclusione: campagna per l'accessibilità dei servizi socio-sanitari da parte della popolazione rom e sinta e degli altri abitanti dei campi nomadi a Roma
Trillò ME, Baglio G

Il percorso nascita in provincia di Trento
Nava E, Rosati E, Berlanda M
 

Le iniquità sociali nella mortalità sono presenti in tutti i paesi dell’Europa occidentale.

L’eccesso nei tassi di mortalità nei gruppi socioeconomici più bassi è maggiore del 25-50% (o anche più alto) rispetto ai gruppi socioeconomici più alti. Queste iniquità tendono a essere più spiccate tra gli uomini che tra le donne, cominciano nell’infanzia e persistono fino alla vecchiaia. Nella maggior parte dei paesi circa la metà dell’eccesso di mortalità nei gruppi socioeconomici più bassi è spiegato da iniquità nelle malattie cardiovascolari. Altre patologie importanti, con marcate iniquità sociali, sono alcuni tipi di cancro, i problemi psicosociali e incidenti, ma il gradiente sociale è evidente in quasi tutte le più diffuse malattie.

Quale che sia l’indicatore di posizione sociale impiegato, l’istruzione, la classe sociale, le caratteristiche dell’abitazione, il rischio di mortalità cresce in ragione inversa delle risorse sociali di cui gli individui dispongono. Più bassa è la classe sociale più elevati sono i tassi di mortalità degli individui appartenenti a quella classe sociale: tale fenomeno è denominato gradiente sociale nella salute. L’impatto del gradiente sociale nella salute è talvolta espresso come deficit di salute, cioè il numero di vite che si sarebbero risparmiate se tutti i gruppi nella società avessero lo stesso livello di salute che hanno i gruppi più avvantaggiati. Per fare un esempio di deficit di salute, è stato stimato che se tutti gli uomini che svolgono lavori manuali avessero gli stessi livelli di mortalità dei manager e dei professionisti in Inghilterra nei primi anni 90 si sarebbero risparmiate ogni anno 17 mila vite.

In Italia, tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila l’eccesso di mortalità dei meno istruiti rispetto a quelli più istruiti è cresciuto regolarmente in entrambi i generi, anche se gli eccessi di rischio tra le donne sono più contenuti. Queste disuguaglianze hanno un impatto molto significativo sul profilo di salute della popolazione: ad esempio, la speranza di vita degli uomini torinesi che negli anni Duemila vivono negli isolati più poveri della città presenta 4 anni di svantaggio rispetto a quella di chi vive negli isolati più ricchi.

L’esistenza di queste iniquità sociali nella salute pone la più seria sfida per migliorare la salute dell’intera popolazione. In effetti i progressi nella speranza di vita alla nascita della popolazione generale sono frenati dall’entità delle iniquità sociali nella salute sperimentate all’interno di quel paese. L’iniquità indica la dimensione dei miglioramenti possibili.

L’iniquità dimostra quali gruppi hanno già raggiunto i più alti standard di salute possibili e cosa è possibile ottenere da parte degli altri gruppi in quel determinato paese e in quel determinato tempo.

Gavino Maciocco
Dipartimento di Sanità Pubblica
Università degli Studi di Firenze
 
 

Cerca nel sito

CSS Valido!