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| LA SITI PERPLESSA SULLA CAMPAGNA MINISTERIALE |
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La Società italiana di Igiene, Medicina preventiva e Sanità pubblica (S.It.I), da sempre impegnata nel promuovere e sostenere le attività preventive di comprovata efficacia, esprime, per il tramite della sua Giunta esecutiva, forti perplessità sulla recente campagna di comunicazione sociale congiunta dei Ministeri per le Pari Opportunità e della Salute, lanciata il 27 maggio scorso, che di fatto propone la ricerca del PSA come screening di massa per la prevenzione secondaria del carcinoma prostatico. Infatti, mentre per i tre screening di massa promossi dal Piano Nazionale della Prevenzione (citologico, mammografico e colorettale) vi sono ampie e consolidate evidenze scientifiche che ne provano l’efficacia, tali prove mancano o, quantomeno, non sono univoche, in riferimento allo screening del carcinoma prostatico. Autorevoli pareri scientifici internazionali e nazionali sul punto orientano verso una assoluta cautela circa la promozione dell’utilizzo in soggetti sani del test PSA, anche in relazione al rischio di “sovradiagnosi”e di conseguente “sovratrattamento” della patologia in esame. La SItI conferma ai Dicasteri citati ogni collaborazione per la auspicata rimodulazione della campagna comunicativa in questione e, più in generale, sulle modalità di approccio alla prevenzione tumorale, approccio assai complesso sia sotto il profilo scientifico che sotto il profilo organizzativo.
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